Sovraindebitamento: perché il Tribunale non è sempre conveniente

Giuseppe Valvo
IN BREVE: Punti Chiave

Se accendi la TV o navighi su Facebook, sembra che esista una bacchetta magica per far sparire i debiti: “La legge salva-suicidi”, “cancella i tuoi debiti in Tribunale”, “Paga solo il 10%”. Te la vendono come se fosse una passeggiata di salute. Ma da consulente che vede decine di casi ogni settimana, devo dirti la verità: il Tribunale non è sempre la scelta più conveniente.

Certo, il Codice della Crisi è uno strumento potentissimo, ma non è un vestito che va bene a tutti. A volte, cercare di risolvere il problema davanti a un giudice è come voler abbattere una mosca con un cannone: fai un gran rumore, spendi un patrimonio e rischi pure di mancare il bersaglio.

Il prezzo di entrare in un’aula di giustizia

Molti non ti dicono cosa succede davvero quando avvii una pratica di sovraindebitamento in Tribunale. Ecco tre cose che devi sapere:

  1. I costi fissi sono alti: devi pagare l’OCC (l’organismo che controlla i conti), devi pagare il contributo unificato, devi pagare i consulenti. Per chi è già senza un euro, tirare fuori migliaia di euro solo per far partire la pratica è un paradosso.
  2. I tempi sono lunghi: la giustizia italiana ha i suoi ritmi. Tra perizie, documenti da integrare e attese del giudice, possono passare mesi o anni. Nel frattempo, la tua vita resta congelata.
  3. Perdi il controllo: in molte procedure, non sei più tu a decidere come spendere i tuoi soldi. C’è un gestore della crisi o un liquidatore che guarda ogni tua spesa. Se vuoi cambiare l’auto o fare un acquisto extra, devi chiedere il permesso.

Le strade alternative al tribunale

Perché andare in Tribunale se puoi risolvere il problema con una stretta di mano e un accordo scritto? Esiste una strada chiamata soluzione stragiudiziale. In parole povere: ci si siede a un tavolo con la banca o la finanziaria e si apre una trattativa. “Caro creditore, il mio cliente deve 30.000 euro ma non li ha. Se gliene diamo 10.000 subito e chiudiamo la pratica, ci stai?”.

Spesso la banca accetta, perché preferisce prendere poco ma subito, piuttosto che aspettare anni un giudice con il rischio di non prendere nulla. Per te il vantaggio è enorme: chiudi il debito in poche settimane, non hai spese legali folli e torni a dormire sonni tranquilli senza che nessuno metta il naso nel tuo portafoglio. In alcune circostanze è possibile ottenere un saldo e stralcio a rate, ovvero versando un acconto iniziale ed il resto a rate. Ogni pratica è diversa, ogni situazione è unica e irripetibile e va analizzata singolarmente con attenzione.

Un consulente onesto sa dirti di “No”

La differenza tra un venditore di pratiche e un vero Consulente del Debito sta tutta qui. Il venditore ti spingerà sempre verso il Tribunale, perché è lì che lui guadagna di più. Il consulente serio, invece, analizza i tuoi numeri e ti dice: “Guarda, nel tuo caso il sovraindebitamento è un suicidio economico. Facciamo un accordo privato e risolviamo con la metà dello stress”.

Essere consulenti oggi significa saper cucire la soluzione addosso alla persona. Se hai un patrimonio da difendere o se il tuo debito non è così gigantesco, il Tribunale rischia di essere un autogol.

Non farti incantare dalle promesse

Risolvere i debiti è come una partita a scacchi. Bisogna conoscere le regole, studiare la controparte e muovere la pedina giusta.

Ricorda: la strada più breve non è sempre quella che passa per il Tribunale. Dipende sempre dal singolo caso.  A volte, la via più onesta e veloce è quella di una trattativa fatta bene, faccia a faccia, con la schiena dritta. Solo così potrai dire di aver davvero risolto il problema senza creare nuovi danni al tuo futuro.

Giuseppe Valvo

Da oltre 10 anni aiuto famiglie e professionisti che affrontano difficoltà economiche con banche, finanziarie o con il fisco, fornendo loro soluzioni concrete.

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